Da Termini Imerese a Palermo ci sono poco più di trenta chilometri: è la distanza che rende possibile una cosa che in Sicilia non è scontata, e cioè visitare il capoluogo senza dormirci.
Il cuore: i Quattro Canti e la Fontana Pretoria
L'incrocio fra Via Maqueda e il Cassaro è il punto zero di Palermo. I Quattro Canti sono l'incrocio stesso: quattro prospetti barocchi identici e concavi, uno per ciascun angolo, con statue disposte su più ordini. Si sta in mezzo, si gira su sé stessi, e si è capito il barocco palermitano.
A pochi passi c'è Piazza Pretoria, con la grande fontana cinquecentesca e la sua balaustra affollata di statue. Da lì si arriva in un attimo a Piazza Bellini, con le cupole rosse della Martorana e di San Cataldo.
I mercati storici
Palermo si capisce meglio nei mercati che nei musei. Il Capo, Ballarò e la Vucciria sono quartieri prima che mercati: bancarelle, voci, odori, e una densità di vita che non somiglia a nient'altro. Ci si va per guardare, per mangiare in piedi, per comprare frutta e verdura da portare a casa — e chi soggiorna da noi ha la cucina attrezzata per farci qualcosa la sera.
Come arrivarci (e perché non in auto)
Il treno è quasi sempre la scelta migliore. Termini Imerese è sulla linea che serve Palermo, la stazione centrale del capoluogo è a due passi dal centro storico, e si evita il doppio problema del traffico e del parcheggio. In auto si arriva in poco tempo, ma poi bisogna capire dove metterla, e in centro non è banale.
Se volete i dettagli pratici, li abbiamo raccolti nella pagina su come arrivare a Termini Imerese, che vale anche al contrario.
Un itinerario che funziona
Mattina: Quattro Canti, Fontana Pretoria, Piazza Bellini, poi il Cassaro fino alla Cattedrale. Pranzo in piedi in uno dei mercati. Pomeriggio: la parte che preferite — i palazzi normanni, il teatro Massimo, il Politeama, o semplicemente il quartiere della Kalsa a passo lento. Rientro in treno prima di cena, e la sera si torna alla calma di Termini.
È il tipo di giornata che a molti nostri ospiti risolve la voglia di città senza rinunciare a dormire in un posto tranquillo.
Il Cassaro e la Cattedrale
Dai Quattro Canti, prendendo il Cassaro verso ovest, si arriva alla Cattedrale: un edificio che ha attraversato tanti stili e tante mani da essere, di fatto, un manuale di storia dell'architettura siciliana in un solo prospetto. Il tratto di strada che ci porta è pedonale per buona parte, e la passeggiata è una delle più piacevoli della città.
Chi vuole spingersi oltre trova, poco più avanti, il complesso dei palazzi normanni; chi invece torna verso il Teatro Massimo e il Politeama attraversa la Palermo ottocentesca, quella dei grandi edifici pubblici — lo stesso mondo, e per il Politeama lo stesso architetto, del Grand Hotel delle Terme di Termini Imerese.
Un consiglio sul ritmo
L'errore più comune è provare a vedere tutto. Palermo non si esaurisce in un giorno e non conviene trattarla come una lista. Meglio scegliere due o tre punti fermi, lasciare spazio ai mercati e accettare che una parte della giornata se ne vada semplicemente camminando: è così che la città si lascia capire.
Con il treno il rientro è flessibile, quindi non c'è nemmeno l'ansia dell'orario di ritorno: si resta finché ha senso restare.
Dormire nel centro storico di Termini Imerese
Tre unità indipendenti tra Via La Cova e Vico dei Trovatelli: un bilocale di 68 mq fino a 6 ospiti con terrazza vista mare e due monolocali di 28 mq. Cucina attrezzata, aria condizionata e self check-in dalle 14:00.