Cefalù è la cartolina della costa tirrenica siciliana, e si vede: d'estate è piena. Ma è anche vicinissima — poco più di trenta chilometri di strada da Termini Imerese — e questo cambia tutto, perché permette di andarci negli orari in cui gli altri non ci sono.
Il duomo normanno
La cattedrale è il motivo principale del viaggio. È una delle grandi chiese normanne di Sicilia, con due torri sulla facciata e, dentro, i mosaici bizantini dell'abside. Sta in una piazza in leggera salita, con la parete di roccia della Rocca alle spalle: uno di quegli scenari che sembrano costruiti apposta per essere fotografati, e che invece sono venuti così.
Attorno, il centro storico è un intrico di stradine medievali che scendono verso il mare, con botteghe, locali e scorci sull'acqua.
La Rocca, se avete gambe
Sopra il paese c'è la Rocca, il grande sperone calcareo che lo sovrasta. Si sale a piedi lungo un sentiero gradinato e la fatica è reale, soprattutto d'estate: in cambio si ottiene la vista che si vede in tutte le foto aeree, con il paese sotto e la costa che si allunga da entrambe le parti.
Se la salita non fa per voi, il lungomare vecchio offre comunque la vista più famosa: le case affacciate direttamente sull'acqua, con il duomo che spunta dietro.
Andarci in treno
Cefalù è sulla stessa linea ferroviaria di Termini Imerese, e la stazione è vicina al centro. Per chi soggiorna da noi senza auto, o per chi non ha voglia di cercare parcheggio, è spesso la soluzione più comoda: si scende alla stazione e si è già dentro la città.
Trovate qualche indicazione in più nella nostra guida su come muoversi da Termini senza auto.
Da abbinare
Se avete la giornata piena e volete unire due cose, Cefalù si abbina bene con una sosta lungo il litorale al ritorno, oppure con una deviazione verso l'entroterra delle Madonie, che cominciano proprio alle spalle di Termini con il Monte San Calogero.
Il centro storico, oltre il duomo
Fuori dalla piazza della cattedrale, Cefalù è un reticolo di vicoli medievali che scendono verso il mare. Si cammina fra botteghe, portali in pietra e affacci improvvisi sull'acqua, e ogni tanto si sbuca su una piazzetta che non era sulla mappa. È il tipo di centro storico che si visita senza programma: si sceglie una direzione e si vede dove porta.
La parte più fotografata resta il lungomare vecchio, con le case affacciate direttamente sull'acqua e le due torri della cattedrale che spuntano dietro i tetti. È lì che si capisce perché questa città finisca su tutte le copertine.
Cefalù o Termini?
È una domanda che ci fanno spesso, e la risposta onesta è che sono due cose diverse. Cefalù è più bella da cartolina e molto più turistica; Termini è una città vera, con i suoi abitanti, i suoi orari e i suoi prezzi. Stare a Termini e andare a Cefalù in giornata dà il meglio delle due: si vede la cartolina e si dorme in un posto dove la sera non è tutto chiuso o tutto per turisti.
E la distanza, poco più di trenta chilometri, rende il confronto puramente teorico: si può fare avanti e indietro in mezza giornata, anche più volte durante il soggiorno.
Un'ultima raccomandazione, banale ma utile: Cefalù si visita a piedi e ha lo stesso problema di Termini, cioè la pietra levigata dei vicoli e qualche salita. Scarpe comode, acqua d'estate, e — se avete in programma anche la Rocca — l'accortezza di non lasciarla per le ore centrali di luglio o agosto, quando la parete è esposta e l'ombra scarseggia.
Dormire nel centro storico di Termini Imerese
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